I Criteri Ambientali Minimi (CAM) per le strade rappresentano oggi un riferimento centrale nella progettazione e realizzazione di interventi di costruzione, manutenzione e adeguamento delle infrastrutture stradali, in coerenza con il Codice dei contratti pubblici e con il Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione.
Il loro obiettivo è ridurre l’impatto ambientale delle opere lungo tutto il ciclo di vita: dalla scelta dei materiali alla gestione del cantiere, fino alla durabilità dell’intervento.
I CAM Strade, anche alla luce del decreto correttivo dell’11 settembre 2025, concentrano l’attenzione su quattro aspetti principali:
- uso efficiente delle risorse;
- contenimento delle emissioni;
- valorizzazione dei materiali riciclati o recuperati;
- miglioramento delle prestazioni ambientali delle superfici.
Per un’impresa come Asfalti Piovese, l’entrata in vigore dei CAM Strade ha significato analizzare in modo sistematico i propri processi produttivi, individuando le modalità operative più coerenti con i requisiti ambientali che le stazioni appaltanti possono integrare nei capitolati di gara e nei progetti esecutivi.
1. Cosa prevedono i CAM Strade
La struttura del provvedimento distingue chiaramente:
- clausole contrattuali per la progettazione;
- specifiche tecniche per il progetto;
- specifiche tecniche per i prodotti da costruzione;
- requisiti ambientali relativi al cantiere;
- criteri per l’affidamento dei lavori.
Al di là dell’impostazione formale, i principi di riferimento possono essere ricondotti a tre direttrici fondamentali.
1.1. Circolarità dei prodotti da costruzione
Il progetto deve garantire percentuali minime di materia recuperata, riciclata o derivante da sottoprodotti nei diversi strati della pavimentazione, assicurando al tempo stesso prestazioni equivalenti a quelle ottenibili con materiali di primo impiego. La riduzione dell’uso di risorse vergini è uno degli assi portanti dei CAM.
1.2. Efficienza funzionale e durata
La sostenibilità non si limita al contenuto di riciclato: riguarda anche la vita utile della pavimentazione, la previsione di un piano di manutenzione e la gestione del fine vita. Il CAM introduce così un approccio orientato alla durabilità e al ciclo di vita complessivo dell’infrastruttura.
1.3. Sostenibilità ambientale dell’opera e SRI
Il progetto deve prevedere soluzioni in grado di ridurre l’inquinamento dell’aria, delle acque e del suolo e, in specifici ambiti (parcheggi, piste ciclabili, marciapiedi, piazze), rispettare valori minimi di indice di riflessione solare (SRI), contribuendo alla mitigazione dell’isola di calore.
2. Dai principi CAM ai processi operativi
I tre assi dei CAM – circolarità, durabilità e sostenibilità ambientale – non sono criteri astratti: incidono direttamente sulle modalità con cui un intervento viene progettato ed eseguito.
Nel caso di Asfalti Piovese, il rispetto dei CAM si traduce in scelte operative precise.
2.1. Rigenerazione in situ: recupero del materiale e lavorazione a freddo
Uno dei principi centrali dei CAM è la riduzione del consumo di nuove materie prime, compatibilmente con le esigenze strutturali dell’opera.
Le tecniche di rigenerazione del sottofondo e riciclaggio in situ consentono di:
- fresare e rielaborare il materiale esistente direttamente sul posto;
- ridurre in modo significativo la produzione di rifiuti da demolizione;
- limitare l’apporto di aggregati vergini;
- ridurre trasporti, movimentazioni e conferimenti esterni e, quindi, le relative emissioni.
Il materiale presente in sito viene recuperato e migliorato attraverso l’integrazione controllata di leganti, sulla base di analisi preliminari delle caratteristiche meccaniche e granulometriche.
L’intervento avviene con lavorazioni a freddo, evitando le fasi ad alta temperatura tipiche dei conglomerati bituminosi tradizionali. Questo comporta:
- riduzione dei consumi energetici legati alla produzione e alla posa;
- contenimento delle emissioni associate ai processi ad alta temperatura;
- minore impatto ambientale complessivo del cantiere.
In presenza di capitolati che recepiscono i CAM Strade, questo approccio consente di rispondere ai requisiti ambientali mantenendo adeguate prestazioni strutturali e durabilità dell’infrastruttura.
Per Asfalti Piovese, la capacità di progettare e controllare questo processo – dall’analisi preliminare fino alla verifica esecutiva – rappresenta un elemento determinante nella risposta tecnica alle richieste di committenti pubblici.
2.2. Depolverizzazione triplo strato e requisiti CAM
Nel quadro degli interventi su strade secondarie, percorsi ciclopedonali, aree di sosta e parcheggi, la depolverizzazione triplo strato può contribuire al rispetto dei CAM sotto più aspetti.
Dal punto di vista ambientale, il trattamento:
- viene eseguito a freddo (le temperature non superano i 65 °C), riducendo l’emissione di fumi ed esalazioni;
- consente un contenimento dell’impiego di materiale vergine rispetto a soluzioni più strutturate;
- riduce il fenomeno della polverosità, con benefici per l’ambiente circostante e per la qualità dell’aria.
Un ulteriore elemento rilevante riguarda le prestazioni termiche della superficie, in relazione ai requisiti SRI previsti dai CAM.
2.3. Indice di riflessione solare (SRI) e mitigazione dell’isola di calore
Per aree di sosta o stazionamento, parcheggi, piste ciclabili, marciapiedi, piazze e percorsi pedonali, i CAM Strade prevedono l’impiego di soluzioni con indice di riflessione solare (Solar Reflectance Index – SRI) pari o superiore a 29. L’SRI misura la capacità di una superficie di riflettere la radiazione solare e contribuisce alla mitigazione dell’isola di calore urbana, diventando un parametro progettuale centrale nelle pavimentazioni urbane.
In specifiche configurazioni materiche e cromatiche, anche il trattamento triplo strato può rispondere a questo requisito. Prove di laboratorio condotte su campioni realizzati con inerti locali dell’area del Piave hanno evidenziato valori di SRI compresi tra 36 e 37, superiori alla soglia minima richiesta per gli ambiti destinati alla mobilità lenta e alla sosta. Questo dimostra come la scelta degli aggregati e la progettazione della finitura superficiale possano incidere non solo sulle prestazioni funzionali della pavimentazione, ma anche sul suo contributo al comfort microclimatico urbano.
3. CAM Strade: un approccio integrato alla sostenibilità delle pavimentazioni
I CAM forniscono il quadro normativo di riferimento; progettazione ed esecuzione trasformano quei criteri in scelte operative concrete.
L’applicazione dei CAM richiede un approccio integrato che comprende:
- verifica preliminare dello stato della pavimentazione, della portanza del sottofondo e delle caratteristiche del materiale da trattare;
- progettazione della soluzione tecnica in coerenza con il capitolato;
- controllo dei materiali e delle fasi esecutive;
- documentazione tecnica a supporto dei requisiti ambientali richiesti.
La sostenibilità, in ambito stradale, non è un elemento accessorio, ma il risultato di un equilibrio tra prestazioni tecniche, durabilità e riduzione dell’impatto ambientale.
Per Asfalti Piovese, l’attenzione all’evoluzione normativa e lo sviluppo continuo dei processi rappresentano la base per offrire interventi coerenti con i CAM, mantenendo elevati standard prestazionali e strutturali.



